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Voglie e perdite di controllo: è meglio resistere o lasciar andare?


Il nodo delle voglie improvvise e della perdita di controllo interessa tutte noi donne, chi più chi meno…e ci può lasciare indifferenti, perché lo sappiamo gestire o è un nodo che ci stringe così tanto da diventare una trappola…

Molto spesso però, quello che ci accomuna è inizialmente scegliere se resistere o cedere, poi il senso di colpa e di aver sbagliato, di esserci cascata…un’altra volta e i buoni propositi che non succederà mai più..


Cosa vuol dire resistere alle voglie?


Di sicuro, se vivi questa difficoltà e stai leggendo questo articolo o ti ha incuriosito, evidentemente è un argomento che ti tocca e probabilmente avrai tentato più volte di risolverlo con diverse tecniche, o almeno di limitarlo…


Prima avrai provato con la dieta: questo perché di solito la voglia di cose dolci, come il cioccolato, ma non solo, porta con sé la convinzione, forse vera, di mangiare in eccesso e quindi induce a pensare che la dieta potrebbe ristabilire quel controllo che si tende a perdere anche sull’introduzione di cibo.


Altre tecniche che potresti aver provato sono consigli trovati qua e là per resistere a queste voglie improvvise, come strada alternativa:

  • cercare di distrarci facendo qualcosa di diverso come camminare, uscire o cambiare stanza

  • optare con alternative poco caloriche come sgranocchiare una carota, una mela, considerate “migliori” perché meno caloriche, tisane, prodotti light.

Queste solo alcune di quelle che potresti aver provato…lo so, ci sono cascata pure io e lo condividono molto spesso anche le mie clienti durante la consulenza.


Immagino, perché l’ho vissuta pure io, quanta energia spendi nel resistere e mettere in pratica queste strategie, quanto hai cercato nel web o chiesto consigli, pensando di essere tu la causa, di essere sbagliata o non funzionare nel modo giusto.


Ecco perché molto spesso le strategie non funzionano


Qui faremo i primi passi rispetto a questa problematica, perché devi uscire dal pensiero che nell’alimentazione tutto dipende dalla tua forza di volontà, di resistere, da quanto sei forte.

I segnali del corpo hanno un perché ben specifico, a volte più fisico, altre volte più psicologico. Nel caso delle voglie improvvise molto spesso nascono dal binomio limitazioni dietetiche e bisogno di alleggerire le emozioni.


Quindi cercare di resistere limitando il consumo di certi alimenti o addirittura evitandoli cercandone altri considerati appunto “più sani”, porta alla restrizione cognitiva e, come tutte le restrizioni, porta ad una serie di meccanismi fisici e psicologici che ci portano a fare tutto il contrario ossia:

  • avere il pensiero costante e incontrollabile di quel cibo

  • perdita di controllo durante il pasto o subito dopo

  • controllo che può rimanere per mezza giornata o un giorno per poi cadere nella tentazione più sfrenata di mangiare il cibo proibito.

Quindi cosa fare per sciogliere il nodo delle perdite di controllo


Premetto che non si può generalizzare con un articolo e risolvere questo importante nodo che ci portiamo dietro da sempre o da tempo. È un lavoro delicato che si deve fare su se stesse: se sei così da tanti anni, ci vuole un po' di tempo per trovare il bandolo della matassa e sbrogliare il groviglio di emozioni che ti porti dietro, ma ti voglio rassicurare dalla mia esperienza che si può, ci può volere più o meno tempo ma si può stare meglio e riprendere il controllo.


Innanzitutto come puoi capire, si tratta di un percorso delicato, a volte complesso che tocca diverse sfumatura della tua realtà, tuttavia 2 possono essere sicuramente le componenti su cui lavorare che ti possono aiutare in primis, per poi eventualmente aggiungerne una terza:

  1. lavoro nutrizionale: per questo puoi rivolgerti ad una dietologa, o nutrizionista, se pensi di aver bisogno di avere un’alimentazione impostata sul peso, quantità e una tabella precisa su come e quali alimenti giorno per giorno. Altrimenti puoi rivolgerti a me che sono una naturopata e quindi posso consigliarti come gestire la tua alimentazione in modo naturale ed equilibrato senza pesi, o tabelle particolari.

  2. Lavoro sul rapporto con il cibo/corpo/mente: è un lavoro che puoi fare con me dove andiamo a lavorare sulle emozioni che ti condizionano, sul qui e ora quindi nel presente, sul rapporto con il corpo che può cambiare, anche con l’età, sulle perdite di controllo, quindi un lavoro personale con l’intento di ridarti la calma e la serenità di affrontare il cibo in modo sereno e gratificante.

  3. Lavoro psicologico: se per te i primi 2 punti non saranno sufficienti, potrebbe essere necessario un lavoro con una psicologa che va a sciogliere i nodi più difficili, se risalgono al passato dove la componente emotiva si lega al tuo vissuto e quindi è necessario un lavoro più profondo ed importante che io non posso fare.

Questo per dirti e ricordarti che non sei sola e che se adesso ti sembra un ostacolo grandissimo da superare, soprattutto in previsione delle feste natalizie, un filo alla volta questo nodo può sciogliersi e ti assicuro che puoi ritrovare la serenità di cui hai bisogno...un passo alla volta...con i tuoi tempi e i tuoi ritmi perché questo è indispensabile.


Un abbraccio

Simonetta

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